Manifesto


Mi chiamo Lucia Guarino, per gli amici Lulù. Archeologa/insegnante e "barra" varie altre cose, il 31 Gennaio 2013, in seguito alla "famosa" crisi, lascio Napoli  per partire con mia sorella alla volta della Germania. In più di un occasione mi sono chiesta cosa ci facessi a Tübingen, bellissima e caratteristica città del Baden-Württemberg, nelle vesti di cameriera. Come capita per tutte le domande troppo grandi e impegnative, non sono riuscita a darmi subito una risposta.
La risposta era nell'aria ed è arrivata da  sé con il ritorno a "casa" dopo 11 mesi d'assenza, dall'Italia e da Napoli. Nel ritrovare posti e persone care, nulla era cambiato. Diverso era il mio modo di percepire quello che mi circondava. Avevo una consapevolezza e una chiarezza scaturita da un nuovo punto di vista. Il punto di vista di un'italiana, anzi di una napoletana, catapultata in una piccola e incantevole città della Germania del sud, un luogo che non potrebbe essere più diverso dalle mie radici, una sorta di "Antinapoli".
Durante il soggiorno, lo scorso dicembre, nella mia amata città mi ritrovo, dunque, con entusiamo a raccogliere quello che c'era nell'aria.
Nell'aria osservo persone dagli accenti e lingue differenti che girano alla scoperta della città.
Nell'aria vedo un  nuovo biglietto da visita come la stazione della metro di Piazza Garibaldi, finalmente inaugurata.
Nell'aria leggo articoli, come quello del New York Times, che esaltano questa portentosa e magica città, senza nasconderne ipocritamente i suoi difetti e le sue contraddizioni.
Nell'aria sento la voglia delle persone, nonostante tanta stanchezza e  tanti problemi, di non arrendersi.
Nell'aria, più di ogni altra cosa, mi imbatto ne "l'Arte della Felicità", film che ho visto e rivisto e mille altre volte voglio rivedere.
Rigorosamente made in Napoli, palesa quanta energia e bellezza possegga questa città: mi strega la visione di una Napoli dalle forti tinte apocalittiche, centro nevralgico di un degrado che corre e dilaga ben al di fuori di essa, giungendo a toccare il mondo. Ed è in quel picco massimo di distruzione, di decadenza, solo da lì che possono nascere i germogli di salvezza.
Napoli Kaputt, dove quest'ultima parola in tedesco significa rotta, distrutta, andata... sarà la Napoli Caput Mundi, la Napoli a capo del mondo, la Napoli che ci salverà.
Cosa ci può salvare? Io credo solo la cultura e la bellezza. Bellezza che risplende di se stessa  e che con la propria forza rende più sopportabile e meno aggressiva la "bruttezza". E allora mi diventa chiaro perchè ho scelto di essere qui. Io sono qui, a Tubingen, per rinascere e riemettere i primi gemiti, i pensieri e  le frasi. Perchè è da qui che voglio portare il sole della mia città ovunque voglia arrivare.
È Il mio più grande desiderio. Vorrei che le idee, l'arte e l'energia della mia gente girino, che i sogni volino. Da sola non posso e non voglio realizzare tutto questo, ma insieme sono abbastanza folle da credere che possa succedere. Perciò coinvolgo in questa impresa amici e persone care verso cui nutro, ricambiata, immensa fiducia, affetto e stima. Ed ecco che a poco a poco prende forma il nostro blog. Più che l'arte di arrangiarci, noi di Napoli Caput, abbiamo scelto l'arte di reinventarci!


Lucia Guarino

 

 

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