Lunedì, 13 Aprile 2015 14:41

Terza Puntata: I primi contatti con i sistema alemanno e con gli indigeni! 

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Appena arrivata a Tübingen, prima ancora di cercare casa e lavoro, ho dovuto fare l´Anmeldung, ovvero l'iscrizione al Burgeramt (Anagrafe), aprire un conto in una banca locale e comprare una scheda telefonica tedesca. 

Sono faccende semplici da svolgere soprattutto qui, dove andare in posta o in banca non significa perdere una mattinata intera e anche metà del tuo fegato. Nella ridente Tübingen tutto è superorganizzatissimo e non ricordo di aver mai fatto una fila per più di 2 minuti ad uno sportello. Il problema è se non conosci la lingua! Allora succede che le parole del signor X o della signora Y, che cercano di spiegarti abbastanza pazientemente e gentilmente un concetto, a te invece arrivano come dei suoni striduli e incomprensibili che, si dice in giro siano una lingua: il tedesco! Poi se ti attacchi alla speranza di quella parola su dieci che comprendi e cerchi di andartene per un'idea... ecco, il problema si trasforma in un Film Fantasy che stai girando nella tua testa e che rischia di diventare spesso  un colossal.

I tedeschi sono davvero gentilissimi, e chiunque ci abbia avuto mai a che fare sa che sono pronti a farsi in quattro pur di aiutarti se sei in difficoltà. Forse però non sono dotati del nostro spirito di improvvisazione. Mi spiego. Se qualcuno chiede un'informazione ad un italiano: può incappare nel tipo che, non avendo voglia o tempo, gli abbozza frettolosamente una risposta e poco importa se l'altro ha capito o no, oppure può trovare il soggetto creativo che, mimando, disegnando, facendo segnali di fumo o improvvisando canti gospel trova il modo di spiegarsi, laddove con la lingua non riesce. 

I tedeschi no. Se non capisci una parola, te la ripetono di nuovo allo stesso modo. E tu per la serie... se non l'ho capita la prima volta perché dovrei la seconda?

In sostanza, dunque, i miei primi contatti con gli indigeni, nonostante tanta buona volontà da parte di entrambi i lati ...sono stati assolutamente katastrophal! 

Alla fine però con gran fatica, una serie di figuracce, un vocabolario e un po' di fantasia ce la si faceva. 

Uno dei momenti indimenticabili dei miei primi tempi in Germania è stato il momento "firma del contratto" per la casa. C´eravamo io, mia sorella, il nostro coinquilino Carmelo, le ragazze che lasciavano l'abitazione e ovviamente, il locatore Herr XlichX, un uomo dall'imbarazzante look country sui cinquanta anni che non risiede a Tübingen, ma nei pressi. Che non faccia parte della comunità tubingolese risulta subito evidente per due motivi. Innanzitutto non è una persona particolarmente nett (gentile), mentre qui sono tutti gentili, probabilmente perché´ esiste una scuola speciale e segreta nei sotterranei della città di addestramento alla gentilezza. Inoltre parla Schwäbisch, il dialetto locale, invece a Tubinga, si parla per lo più Hochdeutsch, ovvero il tedesco standard.

E´ facile immaginare che se il tedesco fosse "solo" un problema lo Schwäbisch  era "almeno" un dramma!

Quella sera si parlò tanto e tutti erano molto seri. Si pronunciavano date, cifre, prezzi, regole e condizioni, 

... peccato che io non ci capivo nulla! Per quella famosa teoria dell'unica  parola su dieci che capivo attorno alla quale tessevo un film o un romanzo, come forma di manifestazione delle mie incomprensioni o peggio ancora malcompresioni, sfoggiai una serie di espressioni eccessive e inappropriate oscillanti tra il supersconvolto, supersorpreso, superscontertato e cosi via! Per questo da quel momento in poi mia sorella Laura mi ha soprannominato "Viso Espressivo".

Dopo la performance di 50 sfumature di espressioni, Viso Espressivo e sua sorella, pur non capendo nulla,  firmano finalmente il contratto! 

Lucia Guarino

Letto 850 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Aprile 2015 14:46

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