Lunedì, 08 Settembre 2014 00:00

Giuliana, una viaggiatrice con tanti sogni quanti ricci!

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© Giuliana Marigliano © Giuliana Marigliano

Eccomi, da dove comincio?

 

Per prima cosa mi presento, mi chiamo Giuliana Marigliano, ho 29 anni e sono nata a Napoli. 

 

Due giorni dopo la mia nascita sono stata portata in una nuova casa a Villaggio Coppola. Il posto deve il suo nome al suo costruttore Vincenzo Coppola che aveva il delirante progetto di una Miami del Sud. Fu creato anche un’efficiente spot televisivo per incentivare e promuovere la vita del Villaggio Coppola Pinetamare: uno spot molto funzionale: “Non è un posto per miliardari, qui vogliamo la piccola e media borghesia!" “Una nuova formula-vita accessibile a tutti”; e ciò voleva dire che non era un impresa impossibile, stavano offrendo l’opportunità di avere una bella casa e una bella vita a chiunque, dare l’accesso ad una vita che prima era possibile solo a miliardari. Negli anni '70 e '80 Castel Volturno ha avuto un eccezionale sviluppo edilizio arenato poi tra speculazioni e scavi illeciti di sabbia, carenze di infrastrutture, inquinamento, tutto ovviamente legato alla criminalità organizzata. Nel pieno degli anni 80 e per tutta la mia adolescenza ho guardato questo lungo mare e  passeggiato nella pineta sentendomi privilegiata rispetto alle mie amiche di città perché possedevo una villa con il posto auto ed il mare tutto per me. Non appena arrivavi qui dalla Domitiana, passavi tra l'ombra dei centinaia di pini e di oleandri, vegetazione tipica della zona, c'era il vigilante in guardiola che apriva la sbarra a noi residenti. 

 

Un unico autobus porta a Napoli, l'M1, un viaggio che dura 1 ora e 30 circa. A  Napoli ho frequentato l'istituto d'arte, mi ci recavo il sabato sera, per gli aperitivi, per le gite, insomma da brava ragazza di periferia scappavo appena potevo in città, i muretti del paese non mi bastavano più ed ecco che la pizza la mangiavo al centro storico, bevevo la birra a Piazza del Gesù, facevo shopping a via Roma, Rettifilo ecc…e non mi stancava  l'ora impiegata ogni volta per arrivare alla stazione, non mi stancavo di farmi venire a prendere alla fermata dell'autobus dai miei genitori (forse  loro si) .  Dopo la scuola però, qualcosa è cambiato e come capita a molte persone la voglia di fare esperienze ha colpito anche me. Con un'amica e il mio ragazzo dell'epoca decisi di continuare gli studi a Milano, accademia di belle arti, come per ogni migrante, la mia  valigia era piena zeppa di Parmiggiano, caffè Kimbo, pomodorini Cirio,  cassa di polistirolo con mozzarella e derivati… Neanche partissi per il Messico. 

 

Milano. Un capitolo importantissimo della mia vita, il cambiamento,  lo stare da sola lontana da casa, Napoli mi mancava, mi mancava moltissimo. Mi mancava la sua bellezza, la sua semplicità e il suo fascino, ma non i continui lamenti delle persone, non mi mancava l'abituarsi ai ritardi dei mezzi di trasporto, la strafottenza delle persone nello sporcarla ed insultarla sempre, non mi mancava il sentirmi giudicata per ogni cosa e soprattutto non mi sentivo presa in giro per i miei capelli super ricci, ebbene si, le mie passeggiate per le strade partenopee erano accompagnate da un sottofondo di:

⦁Una Maradona

⦁Ma chi si Bob Marley?

⦁Uaaaa guard a Chest/chell. Che cap ca ten!

 

Ogni volta che tornavo a casa era d' obbligo una passeggiata al centro per memorizzare tutti i paesaggi che la città mi mostrava, come se potessi poi portarli con me in valigia. 

 

Sono una sognatrice ed ho sempre pensato che da qualche parte del mondo c'è per me, come la chiamo io la mia “Isola felice“. Un posto dove le cose funzionino, dove l'aria è pulita e dove posso passare le mie giornate con i miei futuri figli e l'uomo che amo. Due anni fa mi sono trasferita davvero su un'isola. L'ultimo periodo a Napoli ero stressata, il mio ragazzo (F.) non aveva lavoro e le cose in generale non andavano bene. Il malessere intorno a me aveva bloccato la mia creatività e sentivo di star perdendo il mio tempo. Destinazione Gran Canaria, F. era stato già li un po di tempo prima e ci sembrava un inizio alquanto facile. Come per tutte le partenze, compresa la prima volta per Milano, ho pianto, ho pianto tanto e tanto era alto il mio entusiasmo di iniziare una nuova vita con Lui tanto era grande il dispiacere nel lasciare la mia famiglia, i miei anziani genitori che intanto piangevano dall'altra parte dei binari. 

 

Gran Canaria, non mi ha subito colpita, all'inizio passeggiavo cercando di trovare tutte quelle cose che erano  migliori  di Napoli,  soprattutto per dare un senso alla mia partenza e non avere la consapevolezza di essere qui solo per amore. Con il tempo pero ho iniziato a vedere le cose diversamente ed ho capito che ognuno cerca e trova cose diverse perché HA BISOGNO di cose diverse, Qui la vita e' semplice,  ci si accontenta di poco, a me per esempio basta passeggiare in spiaggia alle 20,00 per Las Canteras e sentirmi libera.  Ho ripreso a disegnare e sto dedicando tempo alla mia professione di illustratrice. F ha aperto un locale, lavora in un ristorante, per ora tiriamo avanti. La nostra piccola casa è piena di disegni nostri e piano piano stiamo arredandola con gusto. I sacrifici però ci sono, e anche tanti,  probabilmente avrei potuto fare a Napoli quello che sto facendo qui ma sto imparando a fare tutto da sola e contare solo sulle mie forze. Non è il paradiso, il livello di istruzione generale è bassissimo,  non c'è cosi tanto lavoro o meglio l'occupazione è rivolta quasi totalmente alle categorie alberghiere. Il tempo passa e le cose migliori rispetto a Napoli, che continuo a cercare,  ancora non le trovo, Napoli è tra le città più belle del Mondo  e anche se nessuno mai lo racconta ci sono ogni anno moltissimi stranieri che ci si trasferiscono per sentire quel calore umano e lasciarsi emozionare dalle mille meraviglie partenopee. Quando dico a qualche canario che sono di Napoli sento un senso di ammirazione e di invidia e, devo essere sincera,  questo mi piace moltissimo. 

 

Non so se ho trovato la mia Isola felice,  come non so cosa mi attende in futuro, ma avevo bisogno di sentire un vento nuovo e di ricominciare. 

Giuliana Marigliano

 

 

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