Mercoledì, 29 Ottobre 2014 00:00

Il paradiso e il mare... per chi ha il coraggio di restare!

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© Emanuele di Cesare © Emanuele di Cesare

Il tempo cambia molte cose nella vita, 

il senso, le amicizie, le opinioni, 

che voglia di cambiare che c'è in me!

 

Si sente il bisogno di una propria evoluzione 

sganciata dalle regole comuni,

 

da questa falsa personalità. 

 

(Segnali di vita)

Appena 18enne volevo mangiarmi il mondo, farne bocconi enormi, con la voracità e con la   curiosità di ciò che poteva darmi una nuova città. 

Quella ragazzina così lontana e vicina da quella che sono oggi, odiava la sua città.

Il suo paradiso abitato da diavoli, chiamato Napoli, le andava stretto, la faceva innervosire.

 

Non ne tolleravo più le bassezze e miserie. Non le volevo accettare. Così ho fatto. 

É stata una vita ricchissima, fino ad ora, proprio per questo, credo. 

Allontanata dalla grande mamma, dagli occhi colore del mare, sono stata 5 anni a Milano.

Agli antipodi nei modi, nei colori, nei suoni e odori. Ma io non ne sono rimasta delusa. Anzi, era quello che la mia mente cercava in  quel momento: sapere che potevo farcela da sola a seguire un sogno. Avevo tanta forza, la metà oggi mi basterebbe per scalare montagne.

Non mi persi, mi trovai, mi definii sempre più per quello che sono diventata. Ho svolto lavori di qualsiasi genere pensando, come diceva mia madre, che finché “non si ruba ma è  denaro onestamente guadagnato, va bene”.

Ho imparato a essere una “giornalista” da giovanissima, ad avere un bambino a cui badare come baby-sitter, ho capito il gioco dello studio, ho pulito cessi, ho cucinato per 60 persone e avuto i complimenti..ho pensato fosse la mia grande mela all'epoca. 

Poi con un altro amore decidemmo di cambiare città. Firenze.

Non è stata ahimè una città che mi ha donato molto. E questo lo devo dire ad onore della Milano a volte tanto criticata. I fiorentini saranno stufi dell'invasione di turisti e quindi socializzeranno solo fra di loro perché non ho mai conosciuto cosi tanti leccesi e siciliani in una sola città .

 

Così dopo 6 lunghi anni, tornai da Partenope.

L'impatto fu durissimo. Mi mancavano le coordinate, mi erano sfuggite, non avevo mantenuto molto qui. Ma avevo il mare, i miei genitori, qualche amico e la voglia di ripartirmene dopo poco. Poi successe qualcosa di inaspettato a quella Chiara che credeva di poter salpare.. non volevo più andarmene.

Non volevo più rinunciare a quegli odori, quei colori, quei sapori, quelle situazioni e quei volti. Capito cosa ci renderebbe felici nella vita, secondo me bisogna fare, non di tutto, ma molto per provare ad averlo. Ho cominciato a pensare di mettere radici, per me, qui, ho iniziato un mutuo a nome di mia madre. Mutuo che pago con lavori a nero, sottopagati, umilianti e devastanti per la salute mentale e fisica di un essere umano.

Non ho problemi a dirlo: i napoletani sanno anche essere i più caini e padroni che io abbia mai visto. E di lavori ne ho fatti veramente tanti. 

Deve essere qualcosa di veramente importante che trattiene me e molti come me qui. Io non me la sento quasi di lasciare il paradiso solo ai diavoli. 

Chiara Amato

© Emanuele di Cesare

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