Martedì, 09 Dicembre 2014 00:00

Sirio, Antonella e la saggezza delle api 

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Da sempre ripongo particolare simpatia per le strade articolate: fatte di ritorni, di riflessioni, di virate, di cambi di direzione. Le trovo coraggiose, le trovo vere, le trovo attente nei confronti dei segnali che la vita ci da. Questa e´ la storia di Sirio, di Antonella e di come la loro strada si sia imbattuta in quella delle api.

 

Sirio d´Urso vive fino all'adolescenza  a Prato per poi trasferirsi a Montaguto, piccolo paese in prov. di Avellino che conosce già bene, avendoci trascorso tante estati spensierate tra gli amici, il verde e i parenti.  Fin da piccolo è un grandissimo appassionato di scrittura e raccoglie consensi  vincendo  a scuola concorsi di scrittura creativa. Sebbene ami il suo paese, negli anni adolescenziali comincia a stargli sempre più stretto. Curioso e bramoso di alimentare la sua fantasia con posti ed esperienze  nuovi ha sempre più  voglia di correre incontro a qualcosa di completamente diverso dalla realtà che lo circonda.  Arrivato dunque il tempo  della scelta universitaria, per continuare a coltivare la  passione per la scrittura, sceglie di iscriversi al Dams nella città che a lui, come a molti, fa gola: Bologna. Ma questa esperienza tra i verdi colli, pur tanto desiderata,  lo lascia  deluso sia per la città in sé sia per l'ambiente accademico. Questo disincanto  lo porta ad apprezzare di più le proprie origini, il suo paese e il sud.  Sulla scia di un interesse sempre più crescente per la cultura popolare e le tradizioni meridionali approda nella città per eccellenza dall'anima visceralmente folk, Napoli!

Napoli  gli ricorda il legame con le sue origini. In essa vede tanti piccoli paesi che insieme formano quella grande città che conosciamo. La bella Partenope  nella sua quotidianità ricalca per molti versi i rituali dei paesi e al tempo stesso gli offre una  vita culturale vivace e variegata,  nonché  la possibilità, apprezzata  in particolare dagli studenti, di divertirsi anche con pochi soldi in tasca.

Anche qui non trova subito il percorso di studi  a sé  più congeniale.  Frequenta "Lingue e  letterature comparate" all'Orientale e un corso di bibliografia informatizzata e trascorre un anno a Trento a   lavorare. Approda infine ad un nuovo corso di laurea:  “Culture digitali e della comunicazione”, che gli restituisce rinnovata curiosità e voglia di fare.  Questo nuovo corso di studi infatti sembra cucito addosso alle sue esigenze, in sintonia tra la nuova passione per la fantascienza e quella di sempre per  la scrittura. 

Nel pre e post laurea lavora come free lance nel campo del marketing e della comunicazione. In particolare collabora per Pixel 06, dello scomparso Luciano De Fraia, per la realizzazione di un documentario dedicato alla storia di Napoli. Nonostante passi molti momenti belli, dopo anni  Sirio comincia ad essere saturo della vita di città´. Si sente sempre più incline alla vita di campagna, ai grandi spazi, ai  ritmi più rilassati. 

 

Antonella Mancone proviene da Boreano,  contrada di Venosa, in Basilicata. Vive la sua infanzia nell'agriturismo dei suoi genitori  in stretto contatto con quelle che  da sempre sono state le sue passioni: la natura e gli animali. Passati gli anni e arrivato il tempo di frequentare l´università  si trasferisce a Napoli. Appena arrivata  si sente incredibilmente  piccola in mezzo a questa enorme città gremita di gente.  Si  guarda un po' intimorita ma allo stesso  tempo  incuriosita  da una realtà cosi diversa da quella dalla quale proviene. Col  tempo però impara a conoscere sempre meglio la città e la sua anima schiettamente popolare e non la sente  più cosi lontana dalle proprie origini. Si iscrive a scienze naturali ma dopo un po´, demoralizzata da materie ostiche come chimica, fisica e statistica, si convince di non essere sufficientemente portata per le materie scientifiche e si iscrive a Sociologia: qui conosce Sirio. All'inizio solo amici "speciali", man mano solidificano un rapporto che ad oggi dura da ben nove anni! Sirio prende in giro Antonella chiamandola "campagnola", ma in realtà è proprio questa sua genuinità, unita alla sua curiosità e alla sua capacità di non giudicare,  che adora di lei. Dopo qualche anno passato a Sociologia, Antonella prende sempre piu´consapevolezza che quello che fa non e´quello che vorrebbe.  Non soddisfatta del suo corso di studi, prende la scelta coraggiosa di seguire le proprie passioni. Si iscrive al corso di laurea in tecnologie delle produzioni animali, un ramo di medicina veterinaria, e decide di affrontare  dal primo momento di petto, e con successo, le materie che più le facevano paura. A Napoli vive anni spensierati e se dovesse tornare indietro di certo la sceglierebbe di nuovo, poiché le ha dato la possibilità di crescere come persona nonché di instaurare rapporti di amicizia solidi e duraturi con un po' di gente. 

A questo punto  il vento del cambiamento li porta nella non lontana Ariano Irpino in provincia di Avellino. Sirio, infatti, non ne poteva piu´ di vivere in citta´e Antonella, per amore e per la curiosità di andare incontro a nuovi orizzonti, lo segue.

Qui, in un ambiente meno caotico rispetto alla città, dove hanno la possibilità di godere e usufruire di ambienti più naturali, complici la reciproca golosità per il  miele ed il fatto che  Antonella  ha sostenuto degli esami sulle api restandone molto incuriosita, decidono di comprare delle famiglie di api. Inizia cosi´ questa avventura. Dopo una serie di problemi logistici, è tempo di nuovi spostamenti: si trasferiscono a Contrada Boreano (Venosa), paese d´origine di Antonella.  Qui alimentano e proseguono con sempre più  convinzione questo progetto. Il miele richiede un territorio adatto, pulito e quello lucano è adatto allo scopo.  Sono i più giovani apicoltori della zona e per supplire alla mancanza di esperienza mettono su un mix vincente di buona volontà,  preparazione culturale e soprattutto amore.  Si documentano sui testi e su internet, seguendo con interesse le ricerche di respiro internazionale. Cercano di conoscere a fondo innanzitutto il  territorio e poi i ritmi di vita delle api. Il loro obiettivo è di rendere il ciclo di vita del miele e delle api il più armonioso possibile con la natura circostante. Ed è infatti “Armonie dei Campi” il nome che danno alla società che decidono di fondare. Si imbarcano anche in una nuova avventura la coltivazione dei funghi cardoncelli.

La strada che hanno scelto non è semplice, dato che richiede costanza, tenacia, buona volontà e tanta pazienza. Molti sono i problemi che devono affrontare: dal trovare un modo per moltiplicare le arnie, uno degli obiettivi principali di ogni apicoltore, al trovare i fondi, che nonostante i bandi che in teoria agevolano i giovani, non sono alla prova dei fatti cosi facili da ottenere. Tutto ciò scoraggerebbe chiunque ma non Sirio e Antonella. Non  si tratta solo di un lavoro. SI tratta di un filosofia di vita: quella di fare tesoro delle proprie esperienze e del proprio bagaglio culturale per riavvicinarsi, con una nuova consapevolezza, alla propria terra. Io sono convinta che proseguiranno per la loro strada, quel sentiero armonioso appreso dalla saggezza delle api.

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/armoniedeicampi?fref=ts

http://www.armoniedeicampi.com/

Lucia Guarino

 

 

 

Letto 1242 volte Ultima modifica il Martedì, 09 Dicembre 2014 17:24

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