Sabato, 05 Luglio 2014 02:00

Sotto il cappello un viaggio verso le stelle

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© Diego Loffredo © Diego Loffredo

Sotto il cappello, due occhi verdi e chiari, sorriso pulito e sereno in cui puoi imbatterti facilmente passeggiando per le strade del centro storico di Napoli. Non lo troverai solo, ma in compagnia di un non-strumento che ha reso musicale, la sega. 

Da un disordinato insieme di pezzi disassemblati di vita viene fuori il suo limpido percorso, la storia Pietro.  

Pietro, nonostante la sua giovane età, ha già ingerito buone dosi di saggezza tra incontri con persone, viaggi, eremiti, tonnellate di film e insaziabili letture che spaziano dal buddismo alla programmazione neuro linguistica, passando per il Gabbiano Jonathan.  Si dedica alla ricerca di qualcosa che ha  molto a che fare con sé e poco con la sua identità  preconfezionata. Come mi chiamo, da dove vengo, cosa mi piace fare e mangiare. Da questo miscuglio di esperienze e di vita prende consapevolezza  di quello che più ama: la musica, il contatto con le persone e la campagna che a sua volta lo conducono ad imbattersi a  suonare questo singolare strumento. 

Cresciuto  al Vomero, zona San Martino, Pietro trascorre la sua infanzia con un inseparabile e omonimo amico tra bussate di campanello, lanci di arance dal balcone di casa sua e pallottole di carta imbevute d'acqua buttate sui soffitti. Vive gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza in un ambiente protetto dal mondo esterno tra quella sorta di culla naturale formata dalla strada in cui vive, chiusa e resa tranquilla dalle scale del Petraio, il frequentare solo gli amici dei tempi delle elementari e le interminabili ore di allenamento di pattinaggio artistico. Non è più di tanto interessato alla scuola perché quella lunga serie di precetti appresi in una stanza rettangolare e seduto in una sedia un po'  scomoda non sono mai riusciti a far presa sulla sua curiosità.

Si iscrive e frequenta l´Istituto Alberghiero. Secondo la cronaca è stata una decisione sua, ma lui è pronto a giurare che in realtà  la scelta gli sia stata imposta. Non è mai stato particolarmente soddisfatto di questa scelta ma gli da la possibilità non da poco di lavorare e guadagnare. Il suo grande talento nel settore: la frittura!  

Nel dopo scuola inizia ad appassionarsi allo skating, al quale resterà fedele negli anni, ed ad avere sempre più voglia  uscire fuori da quella culla che a lungo lo aveva protetto. Per strada ha la possibilità di conoscere tante persone, portatori di idee  e delle proprie esperienze, belle e brutte che siano. In particolare si avvicina al mondo dei centri sociali. Dopo qualche anno abbandona l'idea che la politica possa "cambiare il mondo"... capisce che il mondo non cambierà mai e poi in fondo perché dovrebbe?  

Quel cambiamento, quelle risposte che cercava nella politica ora le cerca solo in sé. In particolare fondamentale è l'incontro con Mauro. L'amico conosciuto in questo periodo, presto si discosta dalla vita di piazza dopo essere entrato in contatto con gli studi di programmazione neuro linguistica. Comincia a scrivere svariati libri sull'argomento dedicando particolare attenzione all'aspetto etico.  Pietro resta affascinato dalla gamma di possibilità che gli si palesano attraverso gli input lanciati dal suo amico. 

Con Mauro intraprende il primo viaggio in bici. Ha la possibilità di venire in contatto con la realtà contadina: durante il giorno viene accolto con calore e ospitalità e di notte non gli viene mai negato un letto caldo in cui dormire. 

Dopo qualche giorno però ritorna a Napoli per affrontare un problema che poi lo porta dopo qualche tempo al desiderio di lasciare la città. Va a lavorare a Brunsbüttel,  a nord della Germania in un ristorante gestito da siciliani dove viene trattato come uno di famiglia. Passano mesi sereni tra quintali di neve, partite a bowling e l'apprendimento della lingua  imparata lavorando in cucina... il siciliano! Ma poi sente di voler tornare a Napoli.

Tornato a casa ricomincia il giro vita, fatto di skating, amici e lavoro in cucina a Villa Marinella. Si susseguono altri viaggi in bici d'estate che alimentano sempre  più l'amore per la campagna. Comincia ad avere sempre più voglia di andare a vivere nel verde.  Si informa in giro e viene a contatto con varie realtà che costruiscono villaggi eco-solidali. Ma nessuno lo convince, poiché pongono l'accento spesso su qualcosa di particolare che a lui non interessa, quel che desidera è solo andare a vivere in campagna.

Per Pietro Napoli è un po' l'America. In essa si sente libero di coltivare la sua passione per la sega, sicuramente meno soggetto alla globalizzazione e la sente piena di possiblità. Non nega che nello stesso tempo queste possibilità non ci siano. E´tutta una decisione del singolo, di quanto sia disposto a vedere gli spazi e le possibilità che gli si dispiegano, in un'ottica nuova.  Dopo aver deciso che della sega vuol fare il suo talento, Napoli, con le sue strette strade del centro storico, diventa il suo palcoscenico. Le sue giornate si riempiono di musica, incontri, conoscenze ed estemporaneità.  

Sotto il cappello due occhi verdi e chiari, sorriso pulito e sereno per il pensiero di quel viaggio, che tra una suonata e l'altra continua a rimandare, tra il verde, la bicicletta ed il sopraggiungere della sera ...infine ci sono le stelle. 

Questa e´la storia di Pietro e di come ha scoperto il suo talento.

 Lucia Guarino

© Alessandro Genovese
© Alessandro Genovese

 

 

 

Letto 2821 volte Ultima modifica il Domenica, 06 Luglio 2014 11:43

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