Mercoledì, 10 Settembre 2014 00:00

Museo Cappella Sansevero

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© Massimo Velo © Massimo Velo

Nel cuore di Napoli, lasciarsi trasportare dalla magia della Cappella Sansevero, è quasi un obbligo, ma per se stessi. Non esiste esperienza più suggestiva, forte, emozionante che si possa fare.

 Entrare nella Cappella è come entrare in un altro mondo, un mondo ancora da esplorare, di cui tutti parlano e hanno parlato, dove le leggende sono tante e dove, forse, ognuno di noi, ne uscirà totalmente diverso, sicuramente più ricco. Molte sono le credenze riguardanti la fondazione di questa Cappella, ma sicuramente si deve a Giovan Francesco di Sangro la costruzione della piccola cappella denominata  Santa Maria della Pietà o Pietatella. Fu, però, il figlio Alessandro di Sangro nel ‘600 ad iniziare i lavori di ampliamento, dandogli l’aspetto di un vero e proprio tempio votivo della famiglia.

A partire dagli anni ‘40 del ‘700, Raimondo di Sangro, settimo principe dei Sansevero, ne modificò l’aspetto seguendo criteri personali. La storia e le origini di questa cappella sono avvolte in un alone di mistero, ma adesso, lasciatevi entusiasmare da uno dei luoghi più affascinanti di Napoli. Entrando nella cappella, caratterizzata da un’unica navata, sarà difficile orientarsi con lo sguardo. Per quanto possa sembrar strano, si è talmente sopraffatti da così tanta bellezza, da non saper dove, a chi o a cosa rivolgere la propria attenzione. Alzando gli occhi verso l’alto si rimane estasiati dalla volta, dove l’affresco Gloria del Paradiso o Paradiso dei di Sangro, del 1749, di Francesco Maria Russo, lascia i suoi spettatori meravigliati per i suoi colori ancora luminosi, vivi.E’ un peccato non poter dire lo stesso dell’antico pavimento labirintico, di Francesco Celebrano, la cui esecuzione iniziò intorno agli anni ’60 del ‘700, poiché fu gravemente danneggiato  in seguito ad un crollo, ma fortunatamente oggi si possono vedere dei  frammenti, sia nel passetto antistante la tomba di Raimondo di Sangro che nella cavea sotterranea.

E’ però il Cristo velato, del 1753, di Giuseppe Sanmartino, a lasciare senza fiato. Non si riesce a credere allo splendore di questa statua; sembra vera, reale. Guardare la vena gonfia sulla fronte del Cristo, i chiodi che trafiggono mani e piedi, il costato rilassato nella morte liberatrice e il velo, lascia increduli. Non si può far altro che contemplarlo e rimanere, minuto dopo minuto, ancora più sbalorditi. Sull’altare si potrà ammirare il dipinto, La Pietà, eseguito probabilmente prima del 1590 da un ignoto artista napoletano, a cui è legato il mito dell’edificazione di Santa Maria della Pietà. Ma le sorprese e con sé, la meraviglia che ne consegue, non finiscono qui. Osservate le bellissime statue, apprezzatene la storia che dietro si nasconde e poi scendete nella cavea sotterranea, lì, il Principe di Sansevero continuerà a stupirvi.Qui, realtà e mito danno la possibilità di guardare la storia non solo in modo pratico, nel susseguirsi degli eventi, ma anche in modo poetico.

link utili: http://www.museosansevero.it/it/

Daniela Muto

 

Letto 1552 volte Ultima modifica il Giovedì, 11 Settembre 2014 01:10

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