Domenica, 22 Febbraio 2015 18:37

Piazza Dante e Port’Alba

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Fermati per un attimo, sedendoti su una panchina a Piazza Dante e, lascia che i tuoi occhi ammirino ciò che ti circonda.

Se fosse stato molto tempo fa, dal 1588 in poi, adesso ti troveresti a Largo Mercatello, in uno dei due mercati della città; l’altro, più grande e antico, nell’attuale Piazza Mercato. Anche se il Largo rimase fuori le mura della città fino al 1775, aveva comunque un ruolo molto importante nella vita della città, sia perché vi aveva luogo una volta la settimana il mercato, il mercoledì, ma anche perché qui nei giorni in cui non c’era il mercato si addestravano cavalli e si imparava l’arte del cavalcare. Più avanti, nella seconda metà del Settecento, Carlo III di Borbone commissionò al celeberrimo architetto Luigi Vanvitelli la realizzazione del “Foro Carolino”, dal 1757 al 1765. Un monumento celebrativo per il sovrano, dove a parlare di lui e per lui erano e sono le ventisei statue che rappresentano le virtù di Carlo III. Ma torniamo ad oggi; dalla nicchia centrale potrai accedere al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, che ospita scuole e licei, sorto in quello che fu l’antico Convento di San Sebastiano, risalente al XIII secolo. Dopo esserti immerso nella storia di Napoli, non stancarti di farlo ancora e volgi lo sguardo verso Port’Alba. Deve il suo nome al Duca d’Alba, discendente di Don Pedro de Toledo, il quale la fece erigere nel 1625. Fu aperta per facilitare il passaggio da una zona all’altra della città. I napoletani gli trovarono subito un nome, chiamandola “Sciuscella” poiché accanto vi era un albero di carrube, ma il nome ufficiale, rimasto nei secoli, fu appunto quello del re. L’apertura di questa porta è una gran fortuna perché oggi attraversandola passeremo per via Port’Alba, un piccolo mondo dei libri, fino ad arrivare a Piazza Bellini. Lascio a voi il piacere di scoprirle, perché adesso dobbiamo tornare a piazza Dante, c’è la metropolitana ad aspettarci, un’altra grande opera d’arte (perché solo così la si può definire). Ma prima, però, lasciamo che la statua di Dante Alighieri, opera di Tito Angelini, ci parli e ci ricordi, proprio come diceva il sommo poeta: “Considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Letto 938 volte Ultima modifica il Domenica, 22 Febbraio 2015 20:03

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