Venerdì, 02 Ottobre 2015 09:53

Il corno portafortuna

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© Laura Guarino © Laura Guarino

Di recente ho incontrato una ragazza napoletana in Irlanda,

aveva un orecchino che mi ha colpito, un bel corno rosso, le ho chiesto se fosse un regalo,  “Certo!”, mi ha risposto sorridendo. Si, perché il popolare amuleto di forma sinusoidale, dalle origini preistoriche, noto in tutto il mondo, che da sempre è stato percepito come un simbolo di prosperità e buona sorte, deve essere un dono se si desidera beneficiare dei suoi effetti. La convinzione che il corno sia un porta-fortuna ha origine dalla forma dell'oggetto, che imita le corna degli animali. Si riteneva che la grandezza delle corna fosse direttamente proporzionale alla fertilità di un animale.

Per essere efficace, il corno deve essere rosso, regalato e fatto a mano. Utilizzato per adornare le teste di condottieri anche nell'iconografia greca e romana, ha avuto successo a Napoli, dove, ancora oggi, è possibile ammirare numerosi negozi dedicati alla realizzazione artigianale di corni, sempre vendutissimi. I Napoletani, in genere, sono molto superstiziosi e per scacciare il temutissimo malocchio, utilizzano filastrocche e rituali precisi. Spesso, però, basta avere sempre con sé il famoso manufatto, quello che, nonostante non sia superstiziosa, anch'io porto sempre con me avendolo avuto in dono da una cara amica, come si suol dire: “Non ci credo, ma ci spero”, non si sa mai!

Letto 1295 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Ottobre 2015 10:02

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